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L'antica Via del Sale

L'Oltrepò Pavese: un itinerario da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike.

L'antica Via del Sale

La zona a sud di Pavia, l'Oltrepò Pavese, è un'ampia distesa di vigneti che si perdono a vista d'occhio, come vuole una tradizione vitivinicola più che secolare da queste parti. Sarà forse per questo che ha assunto - nella parte in cui confina con il Piemonte e l'Emilia Romagna - una singolare forma a grappolo d'uva. Pavia, antica capitale padana e tappa della via Francigena, calpestata a partire dal Medioevo, ha conservato il suo aplomb di ricca città di provincia, elegante nelle vie e nelle piazze del centro storico, come il salotto di piazza della Vittoria, con i suoi lunghi porticati, aristocratica nelle dimore come Palazzo degli Eustachi, il Collegio Borromeo, l'Università, il Castello Visconteo, e la Certosa di Pavia, pochi chilometri più a nord.

Voghera, circondata da colline che non superano i 300 metri d'altitudine, è il centro più importante dell'Oltrepò Pavese. Da queste parti è facile imbattersi in agriturismi, ristoranti, hotel e antiche residenze a contatto con la natura, dove fare l'esperienza di una vacanza dai ritmi blandi e in totale tranquillità. Importante snodo viario e ferroviario, Voghera è ricca di spazi verdi e di giardini: di qui passava la celebre Via del Sale lombarda, importante arteria di commercio che collegava Genova al Piemonte attraverso la valle Staffora, il passo del Giovà e il monte Antola.

Mercanti e pellegrini transitavano anche per Varzi, tappa fondamentale della Via del Sale, lungo la quale nacquero altri borghi come Torriglia, San Sebastiano e Bobbio: oggi è diventata un itinerario turistico, in mezzo a boschi, durante il quale ammirare chiese e castelli e gustare le specialità gastronomiche locali come gli insaccati, i formaggi e il noto salame dop di Varzi. Questo caratteristico paesino, fatto di piccole strade e porticati che servivano da ricovero per mercanti e muli, presenta ancora l'antico assetto urbanistico: ne sono il simbolo Porta Soprana e Porta Sottana, ovvero ciò che resta della cerchia muraria, il castello medievale dei Malaspina nella piazza comunale. A pochi chilometri, nella frazione di Cella, il Tempio della Fraternità, un edificio sacro dedicato ai caduti di tutte le guerre e realizzato con i cimeli della Seconda Guerra Mondiale.

La Via del Sale proseguiva attraverso il crinale del Monte Chiappo, una vetta di poco più di 1600 metri, dove convergono i confini di Piemonte, Emilia -Romagna e Lombardia, che si può comodamente raggiungere con una salutare escursione a piedi. Prima di arrivare a Bobbio, al confine con la provincia piacentina, una sosta al Giardino Alpino di Pietra Corva, che raccoglie circa 1200 specie botaniche suddivise nei vari settori. Istituito verso la fine degli anni Sessanta con finalità didattiche, oltre che di conservazione, il giardino è articolato in laboratori natura, pannelli didattici e sentieri che ospitano cervi, daini e mufloni.

Il fascino di Bobbio è racchiuso nel suo suggestivo centro storico che conserva numerose testimonianze architettoniche del suo passato importante fiorito ai tempi in cui era tappa obbligata della Via del Sale. Dal Castello dei Malaspina, che anche da queste parti avevano lasciato un segno tangibile del loro dominio, al Duomo, ai palazzi trecenteschi al Ponte Vecchio, detto anche Gobbo per via dell'irregolarità delle sue undici campate. Assai suggestiva è anche l'Abbazia di San Colombano risalente alla fine del IX secolo.

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