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L'eredità dei Gonzaga

Mantova e i suoi meravigliosi dintorni, città dove le piazze parlano d'arte

L'eredità dei Gonzaga

Una sola famiglia, che ha reso immortale un'intera provincia. Sono i Gonzaga, che dal XIII secolo in poi hanno regnato su Mantova e sulle zone limitrofe. Già la posizione di Mantova è del tutto particolare, posta su una piccola penisola sulle sponde del fiume Mincio.

La visita inizia da Piazza Sordello, il centro del potere religioso e temporale. Da un lato il Duomo, dedicato a San Pietro, edificato addirittura nel 313, ma rimaneggiato talmente tante volte da risultare come una commistione di stili: la facciata ha assunto la forma attuale nel XVIII secolo, il campanile è romanico, le cappelle in stile gotico.

L'altro lato della piazza è dominato dall'imponente Palazzo Ducale, uno dei più grandi d'Europa, con i suoi 34 mila metri quadrati e le sue 500 stanze. Una maestosità voluta dai Gonzaga come dimostrazione del loro potere. Piazza delle Erbe trae invece il suo nome dal tradizionale mercato di frutta e verdura. Sulla piazza si affacciano la Torre dell'Orologio e la chiesa romanica nota come Rotonda di San Lorenzo, con la sua inconfondibile forma circolare voluta nel 1082 da Matilde di Canossa. Si deve invece all'architetto Leon Battista Alberti la magnifica Basilica di Sant'Andrea, edificata nel 1472-94. Altro artista a cui Mantova deve molto è il Mantegna, che qui costruì la sua casa, ancora oggi visitabile.

Appena fuori la città, si trova un'altra residenza, forse la più celebre, dei Gonzaga: il celebre Palazzo Tè. Anche qui i principi di Mantova non badarono a spese, creando un enorme complesso, arricchito da prati e cortili. Senza dimenticare le meravigliose decorazioni degli interni.

Un'altra gita da non perdere, a due passi da Mantova è la traversata del Mincio. Gli itinerari attraverso la Riserva Naturale delle Valli del Mincio partono da Grazie di Curtatone, l'antico borgo di pescatori che fece da scenografia a "Novecento", il capolavoro del regista Bernardo Bertolucci. Fra avvistamenti di uccelli rari e un paesaggio unico la visita non deluderà certamente.

A soli 33 chilometri da Mantova si trova un altro ex principato dei Gonzaga, fondato appunto da Vespasiano Gonzaga. È Sabbioneta, la città a stella, perché, vedendola dall'alto, si nota che è racchiusa dalle mura che Vespasiano fece costruire proprio a forma di stella a cinque punte. Anche qui il Palazzo Ducale fu la residenza del signore e il simbolo del suo potere. Oggi è un luogo da visitare anche per l'interessante Galleria degli Antenati. Ma il vero capolavoro è il Teatro Olimpico, costruito dall'architetto Vincenzo Scamozzi fra il 1588 e il 1590. Un meraviglioso anfiteatro coperto, con una gradinata contornata da un colonnato, sulla cui sommità si ergono delle statue di divinità pagane. Appena fuori da Sabbioneta, c'è la residenza estiva di Vespasiano, Palazzo Giardino, che all'interno rivela nel percorso degli affreschi la cultura eclettica del signore di Sabbioneta.

Un'altra città vicina a Mantova, dove la famiglia dei Gonzaga ha lasciato il segno è Castiglione delle Stiviere. Fu Ferrante Gonzaga a farla diventare un importante principato, ma fu suo figlio Luigi a renderla famosa. Si tratta, infatti, di San Luigi Gonzaga, a cui è dedicato anche una bellissima Basilica di Castiglione, di epoca barocca. Nel Museo Aloisiano un percorso espositivo ripercorre la storia del santo e della sua nobile famiglia.

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